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aggiornato il 21marzo 2014
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Tigana.

Il paese delle due lune.

Mi trovavo, in quei di luglio, nell'ORRIBILE isola di Rodi.

Il mare era azzurro, così tanto azzurro! Troppo azzurro.

Ed il cielo era così tediosamente terso, senza una nuvola: che palle!

E l'acqua era limpida, sì, ma fastidiosamente bagnata.

Così, per sopravvivere a quell’inferno color smeraldo, non mi restava altro da fare che leggere.

Almeno finché non mi si è rotto l'e-reader.

 

Tra gli altri libri, ho letto "Tigana, il paese delle due lune" di Guy Gavriel Kay.

due lune

 

Il romanzo, nel suo complesso, è senza infamia e senza lode, ma, come spesso accade, la somma delle parti vale più del totale.

Si tratta infatti di un libro fantasy di grandi contrasti: ci sono personaggi molto ben costruiti come Tomasso ed altri semplicemente ridicoli come Dianora o Brandin di Ygrath.

Ci sono pallosissime false partenze ed intrighi politici mozzafiato.

C'è un finale che mette i brividi per quanto è ben fatto e ci sono scene di sesso e sottotrame romantiche un tanto al chilo.

 

La trama

La trama è ispirata all'Italia medievale e, nella prima pagina, campeggia una bella citazione di Dante Alighieri.

Siamo in un mondo attorno al quale girano due satelliti naturali, nella penisola nota come "il Palmo", contesa tra due potenze straniere: il regno di Ygrath, liberamente ispirato alla dinastia francese degli Angioini, e l'impero di Barbadior, liberamente ispirato al Sacro Romano Impero Germanico.

I piccoli staterelli della penisola, incapaci di unirsi contro i comuni nemici, sono stati fagocitati uno dopo l'altro dalle due superpotenze regionali.

Il romanzo segue le vicende di Alessan, principe di Tigana, e dei suoi amici congiurati, nel tentativo di restituire la libertà alla penisola.

Il tutto tra intrighi politici e ed una guerra fredda che rischia di scaldarsi da un momento all'altro.

il palmo

 

Critica

La parte dell'intrigo politico è ganzissima e buona parte dei personaggi è caratterizzata magnificamente; ma non proprio tutti tutti.

Brandin, re di Ygrath, per esempio, è un odioso Gary Stu e, per qualche motivo, tutti lo amano.

Dianora è un personaggio totalmente incongruente con se stessa e sembra affetta dalla sindrome di Stoccolma verso i suoi nemici.

Le prime pagine sono una rottura di palle hanno un ritmo un po'lentino.

Il romanzo si apre con un capitoletto Cold Open che disorienta, più che attirare l'attenzione.

Dopo questa apertura a freddo, il vero inizio della storia, ci porta in contatto con un personaggio POV di cui non sappiamo nulla e di cui non ci importa assolutamente nulla.

Ma tranquilli. Se arrivate fino alla scena della veglia funebre, il peggio è passato.

Dopo, il libro ingrana la quinta.

 

Il sesso e le sottotrame romantiche

Se le argentee teste d'uovo era un libro in cui il sesso era trattato in modo credibile, o almeno plausibile, in Tigana le scene di sesso sono semplicemente ridicole.

Vengono semplicemente buttate lì, senza alcuna ragione.

Immaginiamoci...non so...Varis e Arya(di game of thrones) che stanno in un passaggio segreto della fortezza rossa.

Stanno spiando una conversazione sospetta tra DitoCorto e maestro Pycelle.

Non devono fare rumore o saranno scoperti.

Alora che fanno?

Si mettono a bombare.

Assurdo?

In Tigana c'è una scena così.

E non parliamo neppure delle sottotrame romantiche, che fanno ridere le carrozze.

Gente che non si rivolge la parola per tutto il libro e che alla fine si fidanza.

 

Il finale invece è bellissimo.

Si tratta di un finale aperto, ma non aperto del tipo:"Ti devo vendere il secondo libro della eptalogia e quindi lascio aperte tutte le sottotrame. Così venderai un rene per sapere cosa succede alla nonna del protagonista."

Non è un finale da spacciatore di romanzi.

Si capisce che il finale è stato preparato fin dall'inizio e che la storia non poteva concludersi che così.

Allo stesso tempo, però, le sottotrame hanno avuto la loro conclusione.

 

Voto finale

 

Il romanzo merita un 6, ma è un voto di media.

In alcuni punti il libro merita molto di più.


2015-08-14 9:00:14 PM

fantasy, storicheggiante, Tigana, Il paese delle due lune, Guy Gavriel Kay, libro, recensione, sesso.

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