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I sistemi magici nel fantasy

parte prima

mago Merlino

Introduzione

 

Stavo leggendo su questo blog la recensione del libro "La via dei re di Brandon Sanderson".

Il sociopatico è un blog ben scritto, con una notevole verve ironica.

Anche quando non condivido il giudizio del blogger Andrea Santucci (ed accade abbastanza spesso), trovo, comunque, sempre, interessanti spunti di riflessione.

 

In particolare mi ha colpito questa parte del post di Andrea.

"Poi abbiamo il sistema magico...

...In pratica Sanderson classifica i sistemi magici in uno spettro che va dalla hard magic alla soft magic, dove l’hard magic è un tipo di magia le cui caratteristiche sono ben definite e la soft magic un tipo di magia dai confini più fumosi. Mentre la soft magic è più spettacolare e fornisce al lettore un maggiore sense of wonder, ma d’altro canto si presta a risoluzioni tramite deus ex machina, l’hard magic, essendo meglio regolata, rende i conflitti più chiaramente risolvibili e quindi la lettura più comprensibile.

 

Ora, c’è chi preferisce un tipo e chi l’altro. Brandon Sandrson chiaramente ha un occhio di riguardo per l’hard magic, perché tutto ciò che riguarda anche vagamente magia e superstizione e spiegato nei minimi dettagli. Per il sottoscritto, tuttavia, il sistema magico creato da Sanderson per Le cronache della Folgoluce suona estremamente nozionistico, burocratico e, in ultima analisi, noioso. Come se avesse succhiato via tutto il divertimento. Ci sono le Stratolame, le Stratopiastre, gli Animutanti, questo questo e quest’altro. E badate, Stratolame, Stratopiastre, Animutanti e compagnia sono congegni magici estremamente fighi, ma per come li presenta Sanderson suonano eccitanti come fare la coda alla posta."

tratto da http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/07/02/recensione-la-via-dei-re-le-cronache-della-folgoluce-1/

 

Delle tre leggi di Brandon Sanderson(sempre sia lodato) parliamo su quest'altro post, ma questo passaggio mi ha dato lo spunto per scrivere a proposito dei sistemi magici nella narrativa fantastica.

Cercherò di fare una trattazione sistematica e di dare tanti esempi che potrebbero accendere l'immaginazione di chi vuole scrivere fantasy, ma tenete presente che non sono un esperto e la mia descrizione sarà parziale e caotica.

 

I romanzi fantasy sono di due tipi:

hard fantasy e soft fantasy.

Nell'hard fantasy la magia segue una serie di leggi di cui sono noti i postulati principali.

Nel soft fantasy la magia non obbedisce ad alcuna regola specifica.

Nell'hard fantasy la magia deve essere congruente con se stessa: Se per lievitare bisogna sacrificare un coniglietto sull'altare del dio Krag, il protagonista non può mettersi a volare senza sacrificare manco una lepre.

 

I postulati principali sono diversi da romanzo a romanzo e si possono quindi sviluppare una infinità di sistemi magici.

 

 

Il sistema magico più comune è il sistema della magia simpatetica A.

 

"Alla fine dell'Ottocento dominava in Europa la fede nel progresso...

Attraverso i resoconti di esploratori, missionari e funzionari di governo provenienti da regioni remote del mondo si venne a conoscenza di una straordinaria varietà di credenze e pratiche bizzarre.

Gli antropologi dell'epoca si proposero di analizzare tali sistemi di credenze e di spiegarne la genesi alla luce delle teorie dell'evoluzione sociale e del progresso della civiltà.

Edward Tylor fu uno dei primi antropologi ad analizzare la magia...

A suo avviso all'origine della magia vi sarebbe una facoltà che "costituisce il fondamento stesso della ragione umana, ma in misura non trascurabile anche della irrazionalità umana": si tratta dell'associazione di idee.

Cose che si presentano connesse nella realtà vengono associate nella mente; l'errore del pensiero magico sta nell'invertire questo processo e nel supporre che cose associate nel pensiero possano essere associate anche nella realtà.

Le arti magiche costituiscono un'erronea applicazione del principio di associazione: ne è un esempio il tentativo di nuocere a distanza a una persona manipolandone capi di vestiario o frammenti di unghie.

Ciò significa credere che la connessione mentale possa fungere da connessione reale.

Questo concetto dell'associazione di idee sarà in seguito sviluppato diffusamente da Frazer...

 

Il contributo più importante di Frazer allo studio della magia fu l'individuazione dei due principî fondamentali che stanno alla base del pensiero magico:

 

1)il principio della similitudine (il simile agisce sul simile, l'effetto è analogo alla causa) che caratterizza la 'magia omeopatica',

2)e quello del contagio (cose che sono state in contatto continuano a influenzarsi reciprocamente anche a distanza) che caratterizza la 'magia contagiosa'.

La magia omeopatica e quella contagiosa formano quella che Frazer definì 'magia simpatetica'."

tratto da  http://www.treccani.it/enciclopedia/magia_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/

 

L'esempio tipico della magia simpatetica è la bambolina Vudù.

bambolina vudù

Se costruisco un bambolotto che assomiglia ad una persona(similarità) e gli appiccico un capello della stessa persona(legge del contagio), manipolando il bambolotto posso influenzare le azione della persona.

 

Questo sistema magico è stato declinato da un gran numero di autori in un'infinità di romanzi fantasy.

Per esempio da Randall Garrett nel ciclo letterario di Lord Darcy.

Lord Darcy

 

Nel mondo di Lord Darcy i postulati della magia sono 3:

 

Alle due leggi simpatetiche si aggiunge il postulato sul "talento":

3) non tutti sono in grado di praticare la magia, solo poche persone sono dotate di tale "talento" il quale, spesso si manifesta anche senza la volontà dell'interessato o in assenza di incantesimi.

Per esempio una persona può avere delle premonizioni del futuro o la telepatia.

 

Nel mondo di lord darcy, la magia si studia all'università e le equazioni per farla funzionare sono scritte in una complicata matematica simbolica.

è interessante leggere i dotti professoroni del mondo di lord Darcy che trattano la fisica con la stessa spocchia con cui gli antropologi inglesi di fine ottociento parlavano della supestizione magica.

Essi considerano la medicina alla stregua di ciarlataneria.

Il telefono è un mistero dell'universo, mentre chi cura un'infezione con della muffa(penicillina) è un cialtrone.

 

A tal proposito consiglio di leggere questa recensione tratta dal blog di Davide Mana.

 

 

Lyon Sprague De Camp

 Lyon Sprague De Camp

Anche Lyon Sprague De Camp ha impiegato i due principi della magia simpatetica nei suoi libri (Il castello d'acciaio, L'anello del tritone) e nei libri di cui ha curato la pubblicazione(Conan il barbaro, Kull di Valusia).

Ma il sistema magico di De Camp aggiunge due postulati ai precedenti.

De Camp ha una visione da "idealismo tedesco" della realtà:

4)La realtà è, se non una costruzione della nostra mente, solo ciò che noi crediamo vero.

Nei romanzi di De Camp, quindi, la magia è fortemente influenzata dalle credenze dei personaggi.

Se un personaggio è uno scettico, le illusioni operate dalla magia non avranno effetto su di lui.

Se è proprio un razionalista o un un uomo di fede, può avere anche il talento dell'antimagia e spezzare gli incantesimi altrui.

Allo stesso modo, semplicemente credendoci, ci si può sintonizzare su un altra realtà e dare una sbirciata ad altri mondi.

5)Un altro postulato della magia di De Camp è quello del ferro: Il ferro ferisce gli esseri fatati ed il solo toccarlo può dileguare un illusione magica o spezzare un incantesimo.

 

 

Il potere magico delle parole

 

Le parole vengono usate per richiamare alla mente le cose;

il legame tra la parola e ciò che essa designa è molto stretto:

ci è difficile separare i suoni di certe parole familiari della nostra lingua dalle cose che esse designano, dalle idee che richiamano.

Naturalmente sappiamo che i suoni differiscono da lingua a lingua.

I linguisti direbbero che i suoni usati per determinati oggetti o referenti sono in larga misura arbitrari, dipendono da un particolare sistema linguistico e sono frutto di una convenzione, non di un rapporto naturale e necessario tra significante e significato.

Nel pensiero magico invece il legame tra le parole o i nomi e ciò che designano è un legame reale o naturale, non meramente convenzionale.

Se l'identità tra significante e significato si fonda su un legame reale, allora agire sulla parola o sul nome significa agire sul suo referente.

Da questa concezione deriva la convinzione che il vero nome di una persona debba essere tenuto segreto, in quanto conoscere e usare il vero nome di qualcosa o di qualcuno significa avere un potere su di esso.

Si tratta di un tema che ricorre frequentemente nei miti.

Si può citare come esempio un mito degli abitanti delle Isole Andamane riportato da Radcliffe-Brown (v., 1922, p. 127), in cui l'eroe si trova ad affrontare un mondo caotico e sconcertante; egli attraversa la foresta senza sapere i nomi delle piante né il loro uso, ma a poco a poco, dai suoni emessi dalle piante e dalle creature che egli sfiora al suo passaggio, ne apprende i nomi e in questo modo impara a controllarle, a conoscerne le proprietà e gli impieghi.”

tratto da http://www.treccani.it/enciclopedia/magia_%28Enciclopedia_delle_scienze_sociali%29/

 

 

Le cronache dell'assassino di re.

 

Tra i sistemi magici canonici, cioè quelli che fanno uso delle due leggi della magia simpatetica, il più interessante ed il più corposo è quello di Patrik Rothfuss.

Nel mondo inventato da Rothfuss compaiono le due leggi della magia simpatetica, ma, 6)perchè gli incantesimi funzionino effettivamente, è necessario che il mago mormori delle parole magiche dette vincoli.

 

7)Ma il vincolo non basta, è necessaria anche una particolare ginnastica mentale detta Alar.

Il mago deve essere completamente convinto che la magia avverrà, con una fede solida come la roccia.

L'Alar permette anche di dividere la propria mente in più parti:

si può per esempio credere contemporaneamente una cosa ed il suo opposto, o nascondere un oggetto con una parte della propria mente ed andare a cercarlo con l'altra.

Questo è necessario perchè, mentre una parte della mente si focalizza sul vincolo omeopatico e sul principio di similitudine, l'altra parte si focalizza sul principio del contagio.

 

8)La magia simpatetica di Patrik Rothfuss rispetta, però, il principio termodinamico di conservazione dell'energia:

se voglio dare fuoco ad una persona posso usare un bambolotto vudu, ma ho bisogno di una fonte di calore come una candela o un fuoco; allo stesso modo posso sollevare un peso utilizzando la magia simpatetica, ma ho comunque bisogno che un mulo faccia lo sforzo.

Posso usare l'energia termica del fuoco per sollevare un peso e trasformare l'energia da una forma ad un'altra, ma il lavoro che compio non potrà mai essere superiore all'energia che ho usato.

E c'è anche qualcosa di vagamente simile all'entropia, 9)l'insinuazione: se l'alar del mago non è ben salda o se il bersaglio è troppo lontano, parte del calore può finire nel corpo del mago o uscire dal suo corpo o il peso può strappargli i tendini, con gravi rischi per la sua salute.

Tutto questo è chiamato insinuazione.

Invece, ad ora, non compare nei due libri scritti da Rothfuss qualcosa di completamente uguale al secondo e terzo principio della termodinamica.

Il mago può facilmente trasferire calore da una fonte più fredda ad una più calda e trarne energia senza alcuna dissipazione in entropia.

3)Anche nel mondo creato da Patrick Rotfuss esistono i talenti.

Esiste, per esempio, un personaggio che, quando gioca a dadi, esce sempre il numero 7;

lo stesso protagonista delle cronache dell'assassino di Re, Kvote, ha una specie di sharingan ed è in grado di apprendere qualunque cosa gli venga insegnata ad una velocità incredibile.

Ma la parte più figa del sistema magico di Rothfuss è l'Onomanzia che merita un paragrafo a parte.

 Le cronache dell'Assassino del Re: mappa

 

Sistema magico B: l' Onomanzia

 

Nel mondo inventato da Rothfuss ogni cosa, ogni animale ed ogni persona ha un nome segreto che spesso egli stesso non conosce.

Solo la parte inconscia del cervello umano è ingrado di leggere questi nomi.

In circostanze di stress, quando una persona è in pericolo, l'inconscio si sveglia e permette al mago di vedere il nome di una cosa, pronunciarlo ed acquisirne il controllo.

Possono dire alla pietra di rompersi o al vento di sostenerli.

I maghi più abili riescono a conoscere i nomi delle cose anche in assenza di eventi pericolosi per la loro incolumità.

I maghi veramente bravi riescono a modificare il nome stesso delle cose e a cambiarne la natura.

Possono cambiare il nome di un albero e mutarlo in qualcosa di diverso, per esempio un platano picchiatore o un limone dai frutti fosforescenti.

 

 

I racconti di terramare

 

Un sistema simile, anche se meno complesso, mi pare che compaia anche nel ciclo di Earthsea di Ursula Kroeber Le Guin.

I Racconti di Terramare

Non posso dire molto sul sistema magico inventato dalla LeGuin perchè non ho mai letto i suoi libri, ma ho visto il film I racconti di Terremare di Goro Miyazaki e mi pare che, nel mondo di Earthsea, se un mago scopre il nome di un a persona, può controllarne le azioni, una specie di ipnosi.

Il proprio nome, quindi, deve essere tenuto nascosto, perchè chi lo conosce avrà potere su di te.

 

L'importanza del significato del nome nasce dalla cultura ebraica.

Lo studio dei nomi, ed in particolare i nomi di Dio, fu il pallino dei cabalisti medievali.

 

 

Per concludere.

 

Magia simpatetica e onomanzia sono i sistemi magici più comuni nella letteratura hard fantasy, ma anche i meno originali.

Chiunque li può utilizzare in un proprio racconto fantastico, ma, per evitare di annoiare il lettore con qualcosa di già visto, è meglio personalizzarli un po', aggiungendo del proprio.

Esempio 1:

Per esempio si può creare un mondo fantastico che obbedisca alla magia simpatetica e al principio dei talenti, ma in cui i talenti siano ricalcati sulla fansa riga dei superpoteri di Superman.

Immaginiamo che tutti i maghi possano fare incantesimi obbedendo alle leggi della magia simpatetica, ma ce n'è uno che può volare (senza dover obbedire ad alcuna legge, semplicemente volendolo), un altro ha la super forza, uno vede attraverso gli oggetti, un altro ha i sensi sviluppati, uno ha il soffio congelante e uno ha la super velocità.

 

Esempio 2:

Oppure si può creare un mondo magico in cui un mago può controllare una persona o un oggetto conoscendone il nome segreto.

I nomi segreti delle cose, degli animali e delle piante possono essere imparati all'accademia di magia.

Per ottenere il controllo su una persona, il mago deve scoprire il nome segreto di quella persona con l'indagine o l'inganno.

E mettiamo che il ferro abbia sul mago gli stessi effetti della kryptonite.

 

Vedremo più avanti che le leggi di Brandon Sanderson suggeriscono che in casi del genere, in cui i maghi hanno così grande potere, per scrivere una bella storia, è meglio che i maghi siano i nemici del protagonista piuttosto che i protagonisti.

E se proprio devono essere protagonisti, allora il cattivo deve essere molto più potente di loro.

 

Per il momento chiudiamo qui.

Presto un nuovo articolo su sistemi magici fantasy, ma questo richiederà tempo.

Il prossimo post che comparirà su questo blog sarà un altro post scientifico.

 Di Jacopo Perrone

2014-11-10 6:06:44 PM

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